Una giornata nell’area protetta

più a nord della regione lazio

La Riserva Naturale Monte Rufeno, istituita nel 1983, fa parte del sistema delle aree protette della regione Lazio e si estende per 2893 ettari nel territorio del Comune di Acquapendente, dai 774 m delle “Greppe della Maddalena” ai 235 m del fiume Paglia, al confine con l’Umbria e la Toscana.

Un lembo di territorio denso di ricchezze naturali e allo stesso tempo ricco di tradizione grazie ai suoi 34 casali abitati dai contadini fino a circa 50 anni fa. La pendenza dolce dei versanti, con prevalenza di rocce sedimentarie, mostra intensi ed imponenti fenomeni franosi oltre ad una fitta rete di torrenti. La flora è ricca di specie rare o rarissime, spesso legate alle aree aperte e agli ambienti umidi, e la fauna comprende il 30% delle specie italiane e il 54% di tutte quelle presenti nel Lazio.

Quasi tremila ettari di boschi pubblici a perdita d’occhio, una nuova volontà di proteggerli e farli conoscere, un patrimonio di antichi edifici rurali, un territorio articolato utilizzato in maniera estensiva fino a pochi anni prima da un diffuso sistema agricolo forestale ormai cessato. Sono questi i motivi che, all’inizio degli anni ‘80, hanno indotto la Regione Lazio e il Comune di Acquapendente a istituire la Riserva Naturale con la L.R. n. 66 del 19 settembre 1983.

Una scelta rivelatasi in breve tempo lungimirante alla luce di molti studi naturalistici successivi, che hanno messo in evidenza l’importante serbatoio di biodiversità e ambienti racchiuso nell’area protetta.

Tale significativa influenza è stata infine riconosciuta e “ufficializzata” anche in sede europea (rete Natura 2000) attraverso l’individuazione, in un perimetro leggermente più vasto di quello della sola Riserva, di ben cinque diversi ambiti di protezione determinati dalla presenza di specie e/o habitat meritevoli di conservazione: Medio corso del Fiume Paglia, Bosco del Sasseto, Monte Rufeno, Fosso dell’Acquachiara e Valle del Fossatello.

In queste zone vivono e si riproducono specie rare, elusive e difficilmente visibili ma dall’elevatissimo valore ambientale, la cui sola presenza indica un ottimo stato di salute degli ambienti, quali ad esempio il lupo o la tartaruga d’acqua dolce

L’accesso alla Riserva è pedonale. Per i visitatori sono disponibili ben 15 sentieri escursionistici, a piedi o in bici o in e-bike o a cavallo, di cui alcuni sono sentieri natura, campeggi, aree di sosta.

Nel cuore dell’area protetta gli antichi casali oggi ristrutturati svolgono attività diverse:

  • il Museo del fiore di Torre Alfina è un centro di educazione ambientale
  • nel Casale Monte Rufeno dal 2005 viene ospitato il IX Osservatorio Astronomico presente in Italia
  • il casale Felceto è stato allestito a Casa della Tradizine Contadina
  • il Mulino sul torrente Subissone continua a raccontare la testimonianza del lavoro del mugnaio
  • la Cava del Bianchi testimonia la presenza di un’antica cava di estrazione di , oggi centro studio geo-morfologico del territorio.

Gli itinerari interni alla Riserva Monte Rufeno sono contrassegnati in campo da paletti colorati e tutti i dettagli sono disponibili sul portale turistico www.acquapendente.online.it/itinerari-turistici/